Mercoledì gli eurodeputati della commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo (ECON) hanno adottato un report sulla tassazione sul tabacco che punta al ribasso rispetto alla proposta della Commissione europea. Compattamente a favore la destra, contraria la sinistra.

La bozza di rapporto si discosta in modo significativo dalle indicazioni dell’esecutivo europeo. Per le sigarette, la Commissione aveva chiesto di portare le accise minime al 63 per cento del prezzo al dettaglio: i deputati raccomandano invece di mantenere la soglia attuale al 60 per cento. Anche il livello minimo espresso in euro viene ridimensionato, passando dai 215 euro proposti dal Berlaymont a 200 euro per mille sigarette, a fronte degli attuali 94 euro. Con questa misura, la Commissione europea punta ad aumentare il bilancio comune grazie al gettito derivante dalle accise. L’entrata in vigore delle modifiche è prevista per il primo gennaio 2028.

Durissimo il giudizio del negoziatore dei Socialisti, Cesar Luena: “Si tratta di un risultato profondamente dannoso per la salute pubblica, per i contribuenti e per ogni europeo la cui vita avrebbe potuto essere salvata da un’azione più coraggiosa sul tabacco”. “Gli unici vincitori oggi sono i baroni del tabacco, e ora sappiamo chi lavora per loro in quest’Aula”, ha aggiunto, con un riferimento esplicito ai colleghi della destra parlamentare.

Per le altre categorie di prodotti – dalle sigarette elettroniche al tabacco riscaldato, fino ai sacchetti di nicotina e ai sigari – i deputati propongono aliquote più contenute e periodi di transizione prolungati, che in alcuni casi si estendono fino al 2034. Il meccanismo di indicizzazione automatica delle accise all’inflazione, previsto inizialmente per il 2028, slitterebbe al 2036, con aggiustamenti automatici non superiori al 9 per cento.

“Le proposte della Commissione erano ambiziose, ma l’alleanza tra il PPE e la destra radicale ha svuotato la riforma del suo scopo, abbassando le aliquote minime, allungando i periodi di transizione e annacquando il meccanismo che mantiene la direttiva rilevante nel tempo”, ha dichiarato ancora Luena.

Il pacchetto europeo sulla tassazione del tabacco si articola in due provvedimenti: la revisione della direttiva UE sulla tassazione dei prodotti del tabacco e la revisione delle disposizioni generali sulle accise applicate al tabacco e ai prodotti correlati. Il voto in plenaria è atteso per il 17 giugno.

La proposta cipriota per un compromesso sulla riforma delle accise UE sul tabacco

“Un risultato inaccettabile”, secondo Jonás Fernández, portavoce S&D per gli affari economici e monetari, che ha concluso: “L’Europa merita di meglio”.

A difendere l’esito del voto è stato il relatore per entrambi i testi, Tomáš Kubín (Patriots for Europe): “Il mio obiettivo è stato sostenere un quadro moderno e più coerente, assicurando al tempo stesso che le norme rimangano realistiche, proporzionate e applicabili. Non si tratta di indebolire gli obiettivi della Commissione. Si tratta di rendere la direttiva applicabile nella pratica”.

I lobbisti potranno continuare a fare il bello e cattivo tempo

Il tentativo di un gruppo di eurodeputati trasversali di limitare l’accesso dei lobbisti del tabacco alle istituzioni europee si è concluso con un nulla di fatto. I coordinatori delle commissioni parlamentari hanno stabilito che ogni deputato resta libero di decidere autonomamente con chi incontrarsi, purché le riunioni siano registrate nel registro per la trasparenza dell’UE.

L’iniziativa, guidata dalla verde Tilly Metz e dal socialista Nicolás González Casares, puntava a introdurre restrizioni specifiche per il settore, ma si è scontrata con l’opposizione del PPE, che ha sollevato “seri dubbi costituzionali e istituzionali”.

In una lettera alla presidente del Parlamento Roberta Metsola, i promotori avevano denunciato 257 incontri ufficialmente registrati tra lobbisti del tabacco e deputati tra il 2023 e il 2025, sostenendo l’assenza di filtri efficaci contro l’influenza delle grandi multinazionali.

Si alzano i prezzi delle sigarette e cresce il contrabbando 

In Europa diminuiscono i fumatori ma aumenta il mercato nero delle sigarette e del tabacco. Il ventesimo rapporto Kpmg commissionato da Philip Morris Products, presentato il 3 giugno 2026 a Bruxelles, fotografa un mercato illecito del tabacco in espansione che torna ai livelli di oltre un decennio fa.

Per la prima volta dal 2014, più di una sigaretta su dieci consumata nell’Unione europea proviene da canali irregolari: nel 2025 la quota illegale ha raggiunto il 10,3% dei consumi complessivi, con un mancato gettito fiscale stimato in 16,7 miliardi di euro. A preoccupare non sono solo i volumi, ma la trasformazione strutturale del fenomeno, dal momento che le sigarette contraffatte sono aumentate di oltre il 20% rispetto all’anno precedente e rappresentano ormai quasi la metà dell’intero mercato illecito europeo.

Tabacco, Bruxelles prepara la stretta sui nuovi prodotti alla nicotina: fumatori in calo nell’UE dal 28% al 24%

Il primato negativo spetta alla Francia, dove il 41,4% delle sigarette consumate è fuori dai circuiti legali, seguita da Belgio e Paesi Bassi. L’Italia si conferma tra i paesi meno esposti, con una quota illecita del 2,2% e perdite fiscali stimate intorno ai 270 milioni di euro.

Se per anni il contrabbando seguiva rotte consolidate dall’Europa orientale verso i mercati occidentali ad alta fiscalità, oggi le filiere criminali si sono frammentate: produzione, stoccaggio e distribuzione vengono separati tra più soggetti e Paesi, rendendo più ardua la ricostruzione dell’intera catena da parte delle autorità. Cresce anche la vendita attraverso social media e app di messaggistica.

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